La Redazione Web intervista l’Assessore Matteo Lecis Cocco Ortu

Venerdì 8 maggio, presso il Centro Diurno di Marina Piccola, si è aperta la rassegna di incontri “Anch’io al centro: scopri i volti e le storie dei protagonisti del nostro tempo”, un ciclo di interviste promosso dalla redazione del giornale online www.lasentiquestavoce.it.
Il progetto nasce all’interno del laboratorio riabilitativo di “Redazione Web” dei Centri Diurni Dipartimentali del Servizio di Riabilitazione Psichiatrica dell’ASL di Cagliari, attraverso il lavoro giornalistico.
Ospite del primo appuntamento è stato l’Assessore alla pianificazione strategica, urbanistica e ambientale del Comune di Cagliari, Matteo Lecis Cocco Ortu, che ha dialogato con la nostra redazione affrontando temi importanti come fragilità, salute mentale, inclusione urbana, ambiente e partecipazione civica.
Nel corso dell’intervista, l’Assessore ha condiviso anche aspetti personali del proprio percorso umano e professionale, raccontando come situazioni di difficoltà personali possano contribuire a far comprendere meglio l’importanza della salute mentale e del lavoro di squadra. Le sue parole hanno trovato una particolare risonanza all’interno di un contesto come quello del nostro Centro Diurno, dove il percorso riabilitativo si fonda anche sulla collaborazione, sulla valorizzazione delle capacità personali e sulla costruzione di relazioni significative:
“Nel suo percorso di studio e di impegno politico, ha incontrato situazioni di fragilità. Che valore hanno avuto per lei e quanto hanno influenzato il suo modo di prendersi cura della comunità?”
“Sono un ingegnere architetto e dal 2011 sono Consigliere comunale. In questi anni mi è capitato di confrontarmi con molte situazioni di difficoltà e disagio, che mi hanno aiutato a capire quanto sia importante che gli interventi sulla città — dalle strade al decoro, dalla qualità degli spazi alla bellezza dei luoghi — siano pensati prima di tutto per le persone.
Nel mio percorso umano, sociale e politico ho maturato ancora di più questa consapevolezza in un momento particolarmente impegnativo della mia vita, poco dopo la nomina ad Assessore all’Urbanistica del Comune, un incarico di grande responsabilità per la Città. È stato un periodo difficile e intenso, che mi ha portato a riflettere sull’importanza del gruppo di lavoro: in quell’esperienza ho capito che nessuno può affrontare o risolvere tutto da solo. I risultati migliori nascono dal lavoro di squadra, dalla fiducia reciproca, dalla capacità di costruire insieme un progetto comune. E credo che questo per mesia stato uno degli insegnamenti più importanti”
Grande attenzione è stata dedicata anche al tema dell’inclusione delle persone con disabilità e del ruolo che gli spazi urbani possono avere nel benessere psicologico delle persone. L’Assessore ha sottolineato l’importanza di progettare città più accessibili, verdi e accoglienti, capaci di ridurre le disuguaglianze tra i quartieri e favorire una migliore qualità della vita per tutti.
“Lei, Assessore, ha lavorato sia in contesti locali, come la Conservatoria delle Coste e il Comune di Carloforte, sia nell’ambito della partecipazione civica a Cagliari. Quale ruolo possono avere le politiche urbane nell’inclusione delle persone con disabilità?”
“Possono avere un ruolo molto importante se chi è chiamato a prendere le decisioni capisce che è importante coinvolgere anche le persone con disabilità nella fase di programmazione. Ho potuto sperimentarlo fin dalle mie prime esperienze: quando ero responsabile dell’Urbanistica di Carloforte, alcuni interventi di accessibilità delle spiagge sono stati fatti insieme alle persone che vivevano specifiche difficoltà, ed è qualcosa a cui anche adesso, come Amministrazione del Comune di Cagliari, teniamo molto: il valore del lavorare insieme tra diversi Servizi (ad es. il Servizio Sociale e il Servizio all’Urbanistica), con l’intento di coinvolgere e non solo in modo teorico. Questo porta a delle scelte che siano migliori per tutti, non solo per le persone con disabilità.”
“Pensa che lo spazio urbano possa incidere sul benessere mentale delle persone?”

“Sì, questa è una delle cose di cui sono più convinto: sia dal punto di vista climatico, che dal punto di vista psicologico, credo sia molto importante avere una città come Cagliari, che ha la fortuna di avere spazi come il Poetto, come i parchi e i tanti spazi verdi. L’obiettivo è che anche il centro storico e i quartieri periferici, dove il verde è poco, siano sempre più attenzionati per avere la stessa qualità dello spazio di vita.”
“Nelle sue esperienze di formazione e di lavoro ha portato avanti diverse battaglie ambientaliste. Ora, da Assessore all’Urbanistica, come riesce a conciliare il suo lavoro con la sua sensibilità per l’ambiente?”
“Sicuramente dando alcuni messaggi e regole molto chiari. Ad esempio, in una città come Cagliari, la prima cosa da fare nell’urbanistica è quella di recuperare tutto ciò che è presente prima di costruire e di realizzare nuovi progetti. C’è un patrimonio importante chiuso al pubblico, ci sono tantissimi edifici non utilizzati. L’impegno come Assessore è quello di riuscire a riutilizzare il prima possibile tutto quello che adesso è chiuso, perché partire dalle risorse che abbiamo è la strada per recuperare e dare funzionalità a quello che c’è. Si parla infatti di rigenerazione urbana, più che di urbanistica, il che vuol dire conoscere ciò che già esiste, sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista sociale. Stiamo lavorando al Piano Urbanistico Comunale andando nei quartieri e coinvolgendo le associazioni, perché una città è fatta di luoghi fisici, ma anche di realtà sociali, di scuole, di persone che si mettono insieme per portare avanti progetti, sfruttando e valorizzando il tema della collaborazione. Questa è una battaglia ambientalista che si interseca con le battaglie di giustizia sociale. Non credo che oggi sia utile distinguere tra le diverse battaglie, come quelle per l’ambiente o quelle per vincere le disuguaglianze. Viviamo in una Città che ha disuguaglianze incredibili tra i luoghi. Un altro lavoro che stiamo costruendo è quello di far conoscere le diversità e di valorizzarle, in un lavoro volto a ridurre le disuguaglianze”.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato al Centro Diurno di Marina Piccola e alla sua collocazione in uno spazio centrale e vissuto della città. Secondo l’Assessore, la presenza del Centro in un luogo aperto e frequentato rappresenta un valore fondamentale per promuovere una reale inclusione sociale:
“Vi dirò che anni fa, quando si è iniziato a parlare e a pensare come riqualificare l’area di Marina Piccola, in Consiglio Comunale si discuteva sul realizzare un luogo e uno spazio che avessero un’unica vocazione, quella sportiva: questo per la presenza di diverse associazioni di vela e di sodalizi che lavorano sul tema sportivo.
Poiché credo che la diversità e la vicinanza tra esigenze diverse possano rappresentare un valore, da tempo abbiamo sostenuto con convinzione l’idea che la presenza di un Centro Diurno come questo, all’interno di uno spazio destinato a diventare un distretto velico internazionale, possa contribuire a migliorare la qualità di questo luogo. Un Centro come questo, situato all’interno e all’ingresso di un’area che oggi è unica perla città di Cagliari, è un valore importante per una città inclusiva, come Cagliari vuole essere e come noi vogliamo essere. Ora lo sforzo di collaborazione sarà quello di creare una maggiore relazione tra l’esterno e l’interno. Quando entri al Centro Diurno ti si aprono gli occhi perché vedi tutto piantumato, fiorito, verde e ben curato, però trovi una recinzione che è precaria, e con questa collaborazione si potrebbero curare anche questi aspetti. Il lungomare Poetto è diventato la piazza più grande, non solo di Cagliari, ma di tutta la città metropolitana ed è bellissimo rendere sempre più visibile quello che fate all’interno per chi passa al di fuori, che siano cagliaritani o turisti. Abbiamo quindi delle sfide da portare avanti insieme”.

“Assessore, prima di salutarla le facciamo un’ultima domanda: per cosa vorrebbe essere ricordato nel suo lavoro di politico nelle Istituzioni?”
“Nel periodo in cui Massimo Zedda si è dimesso, Cagliari non aveva più un Sindaco e si fecero le primarie per le quali io mi misi a disposizione e partecipai. Al tempo avrei voluto una cosa su tutte: portare un milione di alberi a Cagliari. Ancora oggi mi piacerebbe poter essere ricordato per una Cagliari più verde, più giusta e più inclusiva, sapendo che sarà merito di tutta la squadra. La mia esperienza a Carloforte da Dirigente del Comune mi ha fatto rendere conto che solo la collaborazione di tutti porta a dei risultati. Quindi direi: essere ricordato per aver contribuito a creare una comunità e per aver fatto sentire Cagliari e tutti i cittadini parte di uno stesso progetto, di una stessa bellezza. È un po’ come quando arrivano persone da fuori e vuoi mostrare loro casa tua, il tuo quartiere, la tua città: si è orgogliosi di far vedere le cose belle e ci si sente parte di qualcosa di più grande”.

L’intervista si è conclusa con l’intervento della Dottoressa Irma Dessì, Responsabile del Servizio Riabilitazione Psichiatrica, che ha ricordato come il lavoro svolto nei Centri Diurni Psichiatrici Dipartimentali abbia l’obiettivo di costruire inclusione e contrastare i pregiudizi legati alla sofferenza mentale.
La rassegna “Anch’io al centro” proseguirà con nuove interviste e nuove testimonianze, con l’obiettivo di dare voce non solo ai rappresentanti delle Istituzioni, ma anche alle storie, alle esperienze e ai percorsi che contribuiscono ogni giorno a costruire una comunità più consapevole e inclusiva per la quale Anche noi della Redazione Web vogliamo partecipare.