La storia di Matthew Perry è quella di una persona che sin da adolescente si trovò a lottare con problemi di dipendenza. La prima “bestia” che dovette affrontare fu l’alcool. Il paradosso della sua storia è che la dipendenza esplose proprio mentre la sua carriera cinematografica diventava straordinaria.
La fama, secondo il suo stesso racconto, non risolse il suo disagio, anzi lo amplificò.
A 13 anni iniziò la sua passione per la recitazione.
I primi ruoli al cinema che ha interpretato furono “Genitori in blue jeans”(1988), “Giù le mani da mia figlia” (1989), e infine riuscì ad ottenere a Sydney il ruolo di Bill Kills nel 1990.
Un altro importante serial molto noto e amato dalla maggior parte dei teenagers fu “Beverly Hills” che lo rese popolare in tutto il mondo ed è stato il fulcro della sua carriera da attore.
Per quanto riguarda i problemi di dipendenze, a 21 anni cominciò a riconoscere di avere un problema con l’alcool. In seguito avrebbe sviluppato anche una forte dipendenza dagli oppioidi.
Perry entrava in riabilitazione, riusciva a rimanere sobrio per un periodo, poi ci ricadeva. Questo è importante per capire la sua vicenda: non era una persona che semplicemente “non voleva smettere”. Al contrario, volle smettere molte volte, ma la dipendenza continuava a ripresentarsi.
L’alcool e le droghe non erano soltanto una ricerca di piacere. Erano diventati per lui un modo per gestire ansia, solitudine, paura, pressione e disagio emotivo.
Uno degli episodi più drammatici avvenne nel 2018, quando Perry subì una perforazione del colon e trascorse mesi in ospedale.
Negli ultimi anni Perry cercò di trasformare la propria esperienza in qualcosa di utile per gli altri.
Nel 2022 pubblicò quindi la sua autobiografia nella speranza di illuminare il pubblico.
Perry ha sfruttato la sua visibilità mediatica per sensibilizzare le persone sulle dipendenze e per lasciare un messaggio ai giovani affinché non cadessero nel tunnel delle droghe.
Questa parte è forse una delle più interessanti della sua storia: Perry arrivò a considerare la propria esperienza di dipendenza come qualcosa che potesse diventare una forma di servizio agli altri.
Il 28 ottobre 2023, a soli 54 anni, Perry fu trovato morto nella vasca idromassaggio della sua abitazione di Los Angeles.
Un punto fondamentale fu che l’autopsia indicò che era sobrio da circa 19 mesi e non trovò tracce di sostanze nel suo organismo. La sua morte fu dovuta agli effetti a lungo termine della ketamina che provocò l’arresto polmonare. Quindi sarebbe scorretto raccontare la sua morte semplicemente come una ricaduta nell’alcool e nelle droghe.