Terra acqua e fuoco
Sulle rive del Dhammapada
tutto passa lento
e la vita che si trascina su superfici
che hanno la forza d’attrito del mondo e del suo peso.
Sognare quando si sta male è difficile
ma è l’unico modo per fuggire,
così il pensiero diventa corpo
ed il corpo riesce ad evadere dal limbo .
Sogni di ragazzo.
Piove,
il cielo è un’ immensa macchia d’acqua
che cade su di me,
in questo pianto catartico ritrovo me stesso
le mie radici
che si diffondono nella terra di mio padre
e di suo padre come tradizione.
Ho acceso un falò,
le luci del fuoco nel buio delle notti.
La semina e il raccolto
Ero solo un bambino quando passavo le mie giornate sulle rive del Dhammapada; mi divertivo a lanciare dei sassolini in acqua. Un giorno arrivò un vecchio saggio che si sedette affianco a me e mi disse queste parole: “non buttare i tuoi giorni, non buttare i tuoi sogni”. Nelle rive del fiume passa lento il pensiero e piove nel cielo l’acqua del pianto di me stesso; e durante la notte, mentre vado a riprendere i sogni ottenebrati dalla malinconia, per fuggire dal pensiero e dalle stesse radici che si diffondono nella terra di mio padre, diventata mia e poi di mio figlio, mi sveglio. Nel frattempo, si accende il fuoco di notte e il peso del limbo cade. Da qui, il residuo di corporeità prova a rinascere trasportato dall’attrito del cielo, del tutto catartico. Finalmente un po’ di alba; l’aurora rossastra parla al vecchio saggio. Il vecchio saggio come tradizione orale impone. Il padre catturato da un’immensa felicità, sente il peso della sua età con il passare degli anni. Ora però è venuto il momento di affrontare il tempo; l’orologio ricordo regalato dal padre funziona. Uso questa modalità occidentale per muovermi con ritmo. Per scandire il tempo del lavoro, usufruisco di tutto ciò che possiedo, nel mio cuore e nella mia anima.
Finalmente ho chiarito: la mia età, in evoluzione, scorge delle finalità che erano, che sono. A tal proposito, noto di dover fare i conti con me stesso e di non rinunciare mai a ciò che la vita propone. Adesso vado a lavorare nei campi per seminare e poi raccogliere.