Non so sempre tutto! Anzi…
So di non sapere! Così la sera quando il cielo cambia colore e vengono fuori le stelle mi meraviglio di esse, non so capacitarmi e tutto diventa metafisico si spinge oltre la ragione.
So di non sapere tutto ma ho ancora il brio di meravigliarmi e di gioire come quando un bambino aspetta la mattina del 6 gennaio per raccogliere i dolci che regala l’epifania.
Non sapere tutto permette, come tutti, di rimanere sorpresi di ogni novità che la vita ci dona.
E d’altronde chi può permettersi di affermare di sapere tutto, qualcuno ha mai forse letto un dizionario dall’inizio alla fine?! Non credo.
Ad alcuni il non sapere può dare un senso di smarrimento come una zattera in balia delle onde, io preferisco concepire l’idea che nella vita c’è sempre da imparare e nel tempo che verrà mi adibisco a conoscere il non sapere.
Ogni giorno è una scoperta
Noi conosciamo le stelle ma non sappiamo tutto di loro. Viviamo una vita piena di sorprese. Ogni scoperta che facciamo è come un dono dal cielo. Creatività e ingegno sono la nostra ragione. Ma ancora adesso c’è tanto su cui meravigliarsi e su cui imparare. L’unione fra gli uomini che lavorano per il bene comune ci dà la forza. Ad esempio mi viene in mente quando
eravamo bambini e coloravamo i libri della prima infanzia, un regalo ricevuto dopo la mattinata passata all’asilo. Il primo giorno dell’elementari piangevo per l’assenza della mamma, pianto trasformato in gioia dalla premura della maestra. Quanto mi piaceva stare seduto sul banco ad ascoltare le novelle delle nuove insegnanti; gioia svanita con il passare degli anni e con l’arrivo dell’adolescenza. Il suono della campanella scandiva l’arrivo della libertà. Non ero sicuramente un bravo scolaro, mi limitavo alla presenza non certamente abbastanza per raggiungere gli obiettivi che la scuola imponeva.
Quando arrivava il pomeriggio come era bello andare in quel campetto incolto con gli amici, dove mi accingevo con i primi calci ad un pallone.
Se non ero bravo a scuola diversamente non si può dire nello sport, ricordo a malincuore che le mie basse capacità nel calcio facevano si che gli amici mi piazzassero sempre in porta dove ahimé, non ero certo un futuro Buffon. L’importante tuttavia era la partecipazione allo svago in compagnia di fedeli compagni di avventura.
Sapere chi sono stato, mi dà la capacità di conoscere il mio io attuale; questa sapienza mi aiuta a percepire il presente nella consapevolezza che c’è sempre da imparare. Ogni giorno è una scoperta.