I colori accesi raccontano una natura popolata da animali selvatici osservati con sguardo intenso e malinconico. Lo stesso che accoglie i visitatori che si soffermano davanti all’autoritratto di Antonio Ligabue.
Un artista che viene da un percorso di emarginazione sociale, difficoltà psichiche con la pittura che diventa l’unico strumento per comunicare e rapportarsi al mondo.
L’uso della luce, la tavolozza brillante e l’attenzione per la natura: sono questi gli elementi che caratterizzano l’esposizione visitabile a Cagliari dal 28 novembre 2025 al 7 giugno 2026, al Palazzo di Città. Qui oltre 60 capolavori, tra disegni e oli, raccontano il percorso artistico insieme a una serie di video e immagini che aiutano a comprendere la personalità di Ligabue. Una figura tormentata spesso ospite dei manicomi e delle case di cura che è riuscita a rompere l’isolamento sociale con i suoi dipinti. Passeggiando tra i due piani della mostra colpiscono in particolare: l’autoritratto con la sofferenza che si legge nel volto, le scene di caccia, come il gatto che, con violenza, afferra il topo; ma, subito dopo, da predatore si ritrova preda tra le fauci di una volpe. Magnetica è la tigre pronta ad attaccare così come i tanti pacati paesaggi bucolici. Le opere in mostra descrivono tutto l’arco creativo di Ligabue: dal primo periodo, concentrato sulla vita agreste, al secondo periodo, dove la materia pittorica acquisisce spessore, fino ad approdare al terzo periodo, la fase più prolifica, in cui il segno nero diventa marcato e la tavolozza si accende.
Un appuntamento da non perdere che ha già richiamato numerosi visitatori.