Intervista a Carlo Augusto Melis Costa.
Martedì 19 Maggio 2026, la redazione web “ lasentiquestavoce” si trasforma in un salotto letterario-culturale ospitando l’autore Carlo Augusto Melis Costa, avvocato, scrittore e artista a tutto tondo, che ha presentato il libro “Terre di nessuno” redatto in collaborazione con Andrea Fanti.
Il tema centrale del libro racconta il fenomeno del land grabbing in Africa, la crisi industriale in Sardegna negli anni ’80 e lo sfruttamento di risorse e dati.
L’opera presenta una interpretazione aperta e personale sulle problematiche trattate, invogliando chi legge a incuriosirsi e ad approfondire le tematiche.
“L’Africa non è più la terra c
olonizzata, nel senso che noi pensiamo”.
Lo scrivente, come ama definirsi, apre la conversazione con un breve exscursus sul continente Africano, dove è ambientato il libro nel quale si immergono i suoi protagonisti.
“Noi sentiamo parlare di terre rare, ma le terre rare non sono la merce più preziosa. Come al solito, la merce più preziosa è l’essere umano”.
L’ Africa di Melis Costa è una terra vergine ed al contempo violentata dal colonialismo, dove
vengono sfruttate le risorse naturali ed umane. Il patrimonio antropologico Africano subisce una forte inflessione danneggiandone per sempre la sua eredità e la sua struttura identitaria.
Il libro toglie il velo ad un preconcetto sul continente nero affinché lo si possa guardare con occhi nuovi e senza il pietismo dell’occidente, perché l’Africa è una terra ricca e la diversità di razza è un plus-valore.
Di seguito si riporta un estratto dell’intervista dell’autore:
“Da cosa scaturisce l’idea di scrivere questo libro e di creare un parallelismo tra due temi così importanti tra l’Africa e la Sardegna?”
“La passione verso le comunità africane più fragili colpite dal land grabbing, è nata anche da una fascinazione familiare. Sono cresciuto con un’immagine dell’Africa come un cuore di tenebra, mi sono impegnato fin da subito con il Gruppo Intervento Giuridico, ottenendo risultati concreti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e sostenendo le comunità direttamente coinvolte.”
“Come è nata la collaborazione con Andrea Fanti?”
“Per quanto riguarda la collaborazione con Fanti è nata naturalmente: entrambi avevamo chiaro l’obiettivo, raccontare una società e due anime danneggiate, due personaggi apparentemente al vertice ma segnati da esperienze dolorose.”
“Quanto lo stato emotivo e il tormento dei personaggi si ispirano a esperienze reali?”
“Ezio e Nevina rappresentano due metà di una psicologia complessa. La vita non è mai facile, il dolore non si evita, va affrontato e compreso, per trovare un senso.”
“Da cosa nasce l’idea di devolvere l’intero ricavato del libro alla missione di Yagoua in Camerun?”
“La scelta è nata da un’esigenza reale: in molti paesi africani i regimi locali non costruiscono infrastrutture, lasciando intere comunità senza energia elettrica, scuole o servizi sanitari. Anche un piccolo contributo può fare la differenza: con pochi fondi è possibile costruire pozzi, sistemi di filtraggio dell’acqua e impianti solari, consentendo alle persone di avere accesso all’energia e all’istruzione.”
“Lei è un artista, pittore, scultore, esperto musicale; come entra questa anima artistica nella sua professione di avvocato?”
“La mia anima artistica entra con la professione di avvocato con il pensiero laterale. Spesso le soluzioni dei problemi non li hai sbattendoci contro, ma pensando ad altro, e allora ti vengono.
Osservare i problemi da prospettive diverse mi permette di trovare soluzioni creative e inaspettate.”
“Il tema del viaggio è centrale nel libro. Simbolicamente, quanto sono lontane o vicine le terre di nessuno?”
“Le terre di nessuno siamo noi, quindi sono vicinissime. Rappresentano sia territori trascurati e sfruttati sia la conquista della propria mente e consapevolezza. È un invito a prendere possesso della propria esistenza, per non lasciarla nelle mani di altri. Quindi la terra di nessuno è la conquista innanzitutto della propria autocoscienza e della propria persona.”
L’incontro si è concluso con i ringraziamenti della Dott.ssa Dessi, che ha evidenziato l’importanza di iniziative culturali come questa per favorire inclusione e combattere lo stigma psichiatrico. Melis Costa ha espresso gratitudine per l’accoglienza e per la possibilità di condividere esperienze e riflessioni, sottolineando il valore sociale e benefico del libro.

